Informazione
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L’informazione è ciò che, per un osservatore o un recettore posto in una situazione in cui si hanno almeno due occorrenze possibili, supera un’incertezza e risolve un’alternativa, cioè sostituisce il noto all’ignoto, il certo all’incerto.

In altre parole, essa riguarda il contesto in cui i dati sono raccolti, la loro codifica in forma intellegibile ed in definitiva il significato attribuito a tali dati.
Per approfondire http://it.wikipedia.org/wiki/Informazione

il Valore ed il Costo dell’Informazione

Si narra che sin dalla notte dei tempi ci si preoccupasse di calcolare il costo dell’informazione perfetta.

Cioè, di fronte ad una decisione importante da prendere, per esempio il prezzo di un prodotto o il reale valore di un’azione quotata in borsa (piuttosto che una donna da prendere come futura moglie e madre dei nostri figli o meglio ancora conoscere prima i nostri futuri “nemici”… vedi la.. futura suocera…. :-)) abbiamo bisogno di una serie di dati.

Quanto siamo disposti a pagare in apparecchiature costose, in spie, consulenti, investigatori e quant’altro per avere una giusta e completa informazione?

Si dice che il costo massimo dell’informazione è dato dal vantaggio massimo ottenibile dall’informazione perfetta.

Vengono cioe’ sommati i profitti futuri derivati dall’aver fissato un prezzo conoscendo perfettamente il comportamento della concorrenza, e sottraiamo da essi la somma dei profitti che avremmo ottenuto ignorando tale informazioni.

Simulando il caso migliore possibile, il risultato che otteniamo è il valore massimo possibile dell’informazione cercata.

Trovare la giusta informazione nel giusto momento costa molto.

Spesso se ne ha bisogno per decidere di un aspetto fondamentale del business che se male gestito si traduce in rischi, come l’abbassamento del livello di competitività, l’impossibilità di mantenere elevata la qualità dei servizi e, in definitiva, in minaccia alla sopravvivenza stessa dell’impresa.


L’informazione viene spesso “venduta” come merce, ma non sempre lo è.

Di seguito i motivi:

  • l’informazione non si cede come le merci , chi la comunica continua a detenerne il pieno possesso

  • l’informazione non ha valore in sè ma per gli effetti che produce

  • l’informazione ha valore solo per chi è in grado di assimilarla

  • l’informazione si propaga, non si distribuisce

  • l’informazione è deperibile: un’informazione vecchia, che non viene aggiornata di continuo, perde il suo valore

  • l’informazione è spesso legata al suo destinatario e quindi ha scarso valore per chiunque altro

  • disporrre di un informazione prima di altri costituisce un privilegio

  • la capacità di selezionare e presentare le informazioni ha valore piú delle informazioni stesse

(ecco perchè i manager guadagnano moltissimo)

Il pericolo delle troppe informazioni ricevute

Sicuramente oggi viviamo nell’epoca delle informazioni.C’è stato insegnato che per avere successo, abbiamo bisogno di lavorare sodo, abbiamo bisogno di avere molte, più informazioni possibili, e abbiamo sempre bisogno di capire la ragione di tutto.

E’ ancora vero che pero’, a proposito di cio’ che ci hanno insegnato che disporrre di un informazione prima di altri costituisce un privilegio.

E’ purtroppo anche vero che troppo spesso si finisce per averne troppe e bisogna spesso fare una scelta in tempi rapidi.

E pleonastico ricordare che l”informazione non si cede come le merci fisiche, chi la comunica continua a detenerne il pieno possesso.Che non ha valore in sè ma per gli effetti che produce e di solito ha valore solo per chi è in grado di assimilarla.

Viviamo in un mondo dove si è letteralmente bombardati di informazioni.

Oltretutto quasi sempre sono informazioni commentate,filtrate,pilotate,manipolate,contrastanti se non addirittura completamente false o ancora peggio inutili e che pertanto ci impediscono di riprendere “contatto” con il nostro intuito. Quello che è drammatico è che non possiamo sempre salvarci:

  • quando si è in automobile la radio,sms
  • in ufficio telefono,email,newsletter,fax,etc
  • a casa tv ,televideo,telefono,email,newsletter,etc
  • in metro ed autobus radio,tv,giornali,etc

Riceviamo piu’ o meno passivamente troppe informazioni, dimenticandoci che abbiamo bisogno di “fare silenzio” dentro e se possibile fuori di noi per poter prendere la decisione giusta.

Perchè è bene ricordarlo: come diceva il buon Popper, il nostro compito di essere umani è quello di risolvere i problemi che la vita ci pone davanti. Ogni giorno, piu’ volte al giorno, dobbiamo scegliere, dobbiamo decidere.

Ricordiamoci sempre di 3 punti importantissimi:

  1. La capacità e l’autorità di cernita e presentazione delle informazioni ha un valore piú delle informazioni stesse.
  2. Troppe informazioni hanno letteralmente rovinato decine di miglia di trader piccoli e grandi che operavano con successo sul mercato da anni
  3. Scegliete in prima persona dove e da chi prendere le informazioni (poche ma buone, per far decidere il vostro cervello nel modo giusto)

L’Intuizione e L’Informazione Irripetibile

 

L’arte di vincere consiste nel calcolare prima tutte le opportunità e stimare esattamente, quasi matematicamente, l’incidenza del caso.

Il destino di una battaglia è il risultato di un istante, di un’intuizione irripetibile.

L’“intuizione irripetibile” è un elemento che trova riscontro nelle qualità intrinseche del singolo imprenditore, qualità non ripetibili e non trasmissibili,che vengono affinate con l’esperienza.

Il successo di qualsiasi iniziativa è strettamente connesso a fattori quali le doti intuitive e personali , la conoscenza, l’esperienza e non ultimo il contesto ambientale e culturale, in una combinazione difficilmente riproducibile al di fuori del quadro originale.

L’attività dell’impresa si confronta con due variabili: incertezza e necessità di prendere decisioni in tempi rapidi, minimizzando l’effetto dell’intuito.

Ciò assume valenza assoluta in un mercato dominato dal “cambiamento” sempre più rapido e vorticoso e nel quale, per qualunque prodotto, l’offerta è sovrabbondante rispetto alla domanda.

La disponibilità di informazioni precise e sistematiche o meglio ancora la ghiotta opportunità di avere tra le mani una “Informazione Irripetibile”, rappresenta la base per l’elaborazione di strategie alternative e per il controllo della gestione aziendale, e sono il miglior supporto all’intuito ed alla propensione al rischio, qualità individuali che appartengono al singolo imprenditore.

Solamente in questo modo egli riuscirà a consolidare la propria posizione, infatti “l’abilità del comandante consiste nel piegare le forze del nemico senza alcun combattimento, nell’impadronirsi delle città senza assalirle, nel conquistare lo stato nemico senza lunghe operazioni militari”.

In altre parole vincere con il minimo sforzo, il minimo dispendio di energie rispetto agli obiettivi che si vogliono perseguire.

 


  1. ideabroker

    Lo so… come al solito è un post tremendamente lungo!!
    Non me lo ripetete… lo so.
    Ne prendo atto!
    Piuttosto… volevo fare delle considerazioni finali su quanto ho scritto.
    Il post aveva una domanda per titolo:
    L’informazione è sempre un bene?
    Ora ho la risposta:
    Non sempre l’Informazione è un bene. Lo diventa sicuramente quando prima di uscire con una bella fanciulla, si prendono le opportune informazioni sulla madre della donzella…
    Siate Onesti:
    Quanti di voi si sarebbero sposati, se avessero saputo in anticipo che suocera si sarebbero ritrovati a “gestire”?

  2. Mec2.k

    L’informazione è sempre un bene?? negli ultimi anni ci stiamo tutti chiedendo la valenza dei dati, delle analisi è l’effettiva corispondenza dello specchio della ricerca effettuata. Trasformare le esigenze in numeri da calcoalre per essere poi strutturati in percentuali e fare così un piano commerciale non è una cosa semplice. In Italia passano informazioni di ogni tipo, dati GFK, Osservatori finanziari, centri di raccolta censimento dati, ma di fatto le varie fonti cozzano con l’interpretazione dei valori, la matematica trasformata in un opinione. Qualche sera fà in una riunione ho provocato chi si occupa di analizzare i dati, ho dimostrato che si possono estrapolare con un simpatico Brabim Bùm Bàm.. tanto alla fine il risultato non cambia è tutto opinabile.

  3. My funny Valentine

    Scusa, eh, ma ti leggo più tardi perché ora c’ho un attimo fretta e i tuoi post sono tendenzialmente fluviali… ;-) Ma la domanda mi è impellente… Hai cambiato template??
    A dopo!
    V

  4. ideabroker

    Mec2.k@, considera che per quasi 20 anni ho dovuto assistere
    a riunioni come quella a cui hai partecipato tu sere fa.

    La prossima l’ho in programma domani. ho perso molte occupazioni in passato per “sputt…nare top manager che manipolavano ad arte i numeri per fare poi un uso improprio di informazioni “abilmente taroccate” da grafici su tabelle pivot e da slide “intergalattiche”.

    Ho sempre dimostrato loro che ero piu’ bravo a manipolare i numeri.

    Io i numeri li ho sempre amati.. sin da piccino.. e non perchè costretto.. ma solo x passione.

    Oggi ho finalmente capito che devo far discorrere i top manager nelle loro rappresentazioni numeriche delle informazioni…

    Perchè?

    Perchè ho capito che è l’unico motivo per cui vengono pagati prima e liquidati dopo in modo molto…profumato!!! Alla prox…il tempo è tiranno!!!!
    :-)

    my funny v@, ebbene si ho cambiato template
    p.s.: mi ero rifatto il look per non farmi riconoscere da te….
    ;-)

  5. My funny Valentine

    Cattivo! :-P
    Tanto hai visto?, non è servito a niente!! :-D
    V

  6. ideabroker

    Cattiva sei tu che non mi lasci neanche un commentino di un righino…..
    :-(

    n.b.: avrei voluto aggiungere brutta e cattiva… ma la foto sembrerebbe indicare il contrario e quindi.. solo cattiva!

    :-)

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